MedAmbiente - Conferenza “Piano per il Sud” con il Presidente Giuseppe Con

Buongiorno al nuovo giorno, cari amici e care amiche
Importante giornata con il Portavoce del M5S Senatore Giuseppe Fabio Auddino nella conferenza “Piano per il Sud” con il Presidente Giuseppe Conte, la Ministra Lucia Azzolina e il Ministro Peppe Provenzano per la presentazione del "Piano per il Sud", presso Istituto d'Istruzione Superiore "F. Severi" di Gioia Tauro, diretto con qualità e grande impegno dal dirigente Scolastico Prof. Giuseppe Gelardi.

In un auditorium stracolmo di studenti, docenti, sindaci della provincia di Reggio Calabria, rappresentanti di Meetup del M5S, amministratori locali, giornalisti di testate locali e nazionali, e autorità Civili e Militari.

Il premier e i ministri hanno illustrato il “Piano per il Sud”.
Avrà un valore complessivo di 100 miliardi di euro. La priorità è «l’investimento nel capitale umano» e quindi le scuole.

Nel Piano ci sono investimenti, infrastrutture, nuove opportunità per i giovani, troppo spesso costretti ad abbandonare la loro terra e i loro affetti. È in Calabria che oggi apriamo il cantiere dell’Italia di domani. Con tutte le persone che hanno idee chiare e forti, e amano il proprio paese. Se riparte il Sud riparte l'Italia.

Il Piano per il Sud presentato oggi a Gioia Tauro, in Calabria, è una grande sfida. Dalla scuola partono il riscatto, la formazione e il futuro dei nostri giovani. Ed è per questo che, se pensiamo a un Piano per il Sud, la scuola non può che avere un ruolo centrale. Perché se non interveniamo sull’edilizia scolastica per la costruzione di infrastrutture adeguate, se non ampliamo l’offerta formativa e non combattiamo la dispersione scolastica, non è il Sud a perdere ma l’intero Paese! Qui la scuola deve avere un ruolo centrale nella lotta per la legalità, deve diventare un presidio di cittadinanza e di aggregazione sociale. L’impegno è innanzitutto di tenerle aperte tutto il giorno già dal prossimo anno scolastico iniziando con i comuni dove il tasso di dispersione è più alto. E poi ridurre i divari territoriali nelle competenze, potenziare l’edilizia scolastica, l’estensione della No Tax area senza penalizzare le Università e l’attrazione dei ricercatori al Sud.

Il premier sottolinea: "Non partiamo da zero. C'è un Sud che chiede solo di liberare la sua dirompente forza, testimoniata dalla resilienza che i territori hanno saputo dimostrare negli anni più duri della crisi. Nessuno può perdere il treno di questo Piano, che individua le risorse da attivare, i bisogni da affrontare e i risultati da raggiungere. Investiamo realmente sul Sud, perché è il momento di restituire al Meridione le occasioni che non gli sono state concesse. Fra le leve di questa accelerazione - prosegue - c'è la garanzia e il rafforzamento della clausola del 34% degli investimenti pubblici al Sud, soprattutto da parte di Ferrovie e Anas, il recupero della capacità di spesa sul Fondo di sviluppo e coesione, la spinta verde del green new deal, dell'abbraccio fra economia ed ecologia.

"Dobbiamo correre, tutti insieme, - dice Conte - per territori connessi, inclusivi, votati all'innovazione, in cui la rete della scuola e della ricerca è il trampolino per una nuova stagione di sviluppo, per nuove occasioni di lavoro. Sulle infrastrutture, ad esempio, non c'è più spazio per accettare la zona retrocessione nella quale vivono le splendide Regioni del Mezzogiorno. Con Ferrovie stiamo lavorando intensamente per accelerare il più possibile la realizzazione dell'Alta capacità e dell'Alta velocità, che vedano protagoniste Napoli, Bari e Reggio Calabria.

Ci sono importanti investimenti per il raddoppio delle linee ferroviarie - spiega - stiamo progettando o realizzando (e quindi finanziando) tutto il rafforzamento dei tracciati, Sicilia compresa. Lo stesso vale per le infrastrutture viarie.

Il 10 marzo, ad esempio, la ministra De Micheli - annuncia - sarà proprio in Calabria per inaugurare il terzo megalotto della 106 Jonica, una gara d'appalto da oltre 1,3 miliardi di euro".

Il “Piano per il Sud”, avrà un valore complessivo di 100 miliardi di euro e promette di non essere soltanto una ricognizione e rielaborazione dell'esistente ma di prevedere anche nuove risorse e di attuare la "clausola del 34%" e quindi di destinare al Mezzogiorno una fetta di investimenti ordinari pari alla popolazione residente.

Nei prossimi tre anni, dal 2020 al 2023 il governo promette di spendere 21 miliardi con un 65% in più rispetto al triennio 2016-18. E oltre 123 miliardi fino al 2030.
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Il governo vuole poi interrompere l’isolamento fisico agendo attraverso la “cura del ferro”, con un potenziamento della rete ferroviaria, un miglioramento dei trasporti pubblici locali e il sostegno ai trasporti di merci in uscita e entrata nei porti.
Altro impegno è l’investimento nei servizi per ridurre i divari sociali.

Le risorse arrivano dal Piano Sud del Ministero dei Trasporti di oltre 33 miliardi con interventi sul collegamento viario Ragusa-Catania la Strada statale 106 jonica, la SS 121 catanese, la SS 268 del Vesuvio, la SS 17 dell’Appennino abruzzese ed appulo-sannitico, la SS 16 adriatica, il Raccordo autostradale 02 Salerno-Avellino, la Linea AV-AC Salerno-Reggio Calabria, la Linea AV-AC Napoli-Bari e Linea Messina–Catania.. E poi 300 milioni dal 2020 al 2022 per infrastrutture nei comuni medi e piccoli, nuovi nidi, inclusione abitativa per cittadini e lavoratori svantaggiati, Case della salute per l’assistenza integrata.

Un capitolo intero è dedicato alla svolta ecologica. Fra le prime azioni previste, un reddito energetico per le famiglie che dovrebbe portare a un risparmio in bolletta per le fasce della popolazione meno abbiente del Sud, la diffusione delle energie rinnovabili, attraverso l’aumento della generazione distribuita e degli impianti di piccola taglia finalizzati all’autoconsumo. Le altre azioni immediate sono una sperimentazione di economia circolare, il potenziamento del trasporto sostenibile, i contratti di filiera e di distretto nel settore agroalimentare, la gestione forestale sostenibile e la creazione del “Cantiere Taranto”.

E poi opere infrastrutturali (per la mitigazione del rischio sismico e idrogeologico, il contenimento della produzione di rifiuti, il servizio idrico integrato, l’uso efficiente e razionale delle risorse naturali). Ma anche l’investimento nell’efficienza energetica, il sostegno alle iniziative di economia circolare, la riqualificazione di siti industriali dismessi, il sostegno alla filiera agroalimentare per innescare processi di innovazione coerenti con il Green Deal e l’allineamento tra attività produttiva e standard ambientali stringenti.

Il capitolo innovazione comprende il credito d’imposta in ricerca e sviluppo al Sud, il rafforzamento degli ITS, il potenziamento del “Fondo dei Fondi”, la Space Economy Sud Startup tecnologiche al Sud.

Il capitolo Sud aperto al mondo nel Mediterraneo comprende il rafforzamento delle Zone Economiche Speciali (ZES) il Piano Export Sud, il sostegno al sistema portuale, la Difesa per un Sud frontiera e ponte del Mediterraneo.

Il capitolo politiche del lavoro promette incentivi all’occupazione femminile, crediti d’imposta, investimenti al Sud con iniziative come “Cresci al Sud”, il “Protocollo Sud” con Cassa Depositi e Prestiti, il “Protocollo Sud” con Invitalia.

Un capitolo è dedicato alla pubblica amministrazione con l’impegno ad avere 10mila giovani in più qualificati per lo sviluppo e la coesione. Infine, attenzione alle aree interne e alla rigenerazione dei contesti urbani.

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