L'agricoltura di montagna e la nuova politica agricola comunitaria

 
Avise, settembre 2012
Il futuro dell'agricoltura è stato il tema del primo dei due incontri pomeridiani dell'Università estiva di APL.
Alla vigilia della nuova politica agricola comunitaria, che sarà rinnovata per il settennato 2014-2020, la tavola rotonda ha fatto il punto soprattutto sugli sviluppi della nostra agricoltura di montagna.
Nel dibattito moderato da Carlo Perrin, sono intervenuti François Alfonsi, europarlamentare di ALE, Emanuele Dupont, agronomo, e Albert Chatrian, vicepresidente del Consiglio regionale.
Alfonsi ha posto l'accento sulle lobby nel settore agricolo, che sostengono una politica “produttivistica”, volta cioè a premiare la produttività piuttosto che gli operatori agricoli. Una simile posizione non avvantaggia le attività delle regioni montane.
Nel suo intervento, Chatrian ha analizzato la politica agricola di montagna, fatta di piccoli numeri.
«Sarà importante che siano sostenuti investimenti legati alla promozione e al marketing, a condizione che si formino associazioni di produttori», ha detto Chatrian. «In questi anni in Valle d'Aosta c'è stata la mancanza di un disegno politico-amministrativo che, per esempio, ha portato al mancato riconoscimento di AREA come organismo pagatore. Oggi, gli agricoltori valdostani sono penalizzati dai ritardi nei pagamenti e dalla burocrazia, che li costringe a far riferimento a ben quattro sportelli diversi (AREA, AGEA; assessorato e patronati)».
Dupont ha infine analizzato gli aspetti tecnici delle nuove normative in fase di approvazione, di cui, ha sottolineato, non si conosce ancora la dimensione finanziaria. «La tendenza sarà quella di riflettere sui programmi integrati. Se, da una parte, questo può complicare un po' la vita all'agricoltore, dall'altra gli impone riflessioni più profonde sulla scelta di soluzioni integrate e sulla filiera di prodotto».