Turchia

Club Medambiente Turchia
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Turchia: noi lettori, fra la A e la Zeta

ita

 

Francesco Marilungo
11 marzo 2015

Un'immagine tratta dalla copertina del romanzo A con Zeta dello scrittore turco Hakan Günday

Due solitudini, destinate ad incontrarsi. E' uscito in Italia A con Zeta, romanzo dell'astro nascente della letteratura turca Hakan Günday. Una recensione

Le lettere A e Z se accostate in lingua turca formano la parola “Az” che significa semplicemente “poco”. Molto invece si può dire e scrivere con le lettere dell'alfabeto comprese fra la A e la Z e ne dà prova Hakan Günday con un romanzo forte, arguto e toccante.
Günday, classe 1976, è un astro nascente delle lettere turche, uno degli scrittori più venduti in libreria in patria, tradotto in più lingue e autore di culto per le giovani generazioni. Figlio di diplomatici, nasce a Rodi e a ventitré anni, invece di entrare in università e seguire un prestabilito percorso accademico, decide che è meglio sedersi in un caffè e scrivere del mondo che gli passa davanti agli occhi. Nel 2000 pubblica il suo primo romanzo (Kiniyas ve Kayra) e da allora ne ha già scritti altri sette. A con Zeta (2011) è il primo tradotto in italiano, grazie alla pregevole traduzione di Fulvio Bertuccelli, uscita nel 2015 per Marcos y Marcos.

 

Il libro 

Hakan Günday
A con Zeta
Marcos Y Marcos, Milano, 2015.
Traduzione di Fulvio Bertuccelli dall'originale Az.
ISBN 978-88-7168-707-0
€ 18.00, P. 447.

 

A con Zeta è diviso in due parti, come due semi-romanzi che si intrecciano come per incanto nel finale. Le storie di due solitudini che inconsapevolmente si cercano, si dimenano fra le corde della vita che le stringe e infine si trovano, grazie alla magia della letteratura. Grazie a quel “poco” che si può scrivere con le lettere che vanno dalla A alla Z. Lo scrittore Oğuz Atay, genio della letteratura turca prematuramente scomparso nel 1977 (pubblicato in italiano da Lunargento nel 2011) è il deus-ex-machina che traccia le linee intersecanti dei destini di Derda e Derdâ, i due protagonisti dal nome quasi uguale di questo ottimo romanzo di Günday.
Derdâ è una ragazzina nata nel sud-est curdo della Turchia. Non ancora adolescente, viene comprata come sposa e trascinata a Londra da un marito fortemente religioso e crudele. Derdâ vede il mondo dalla fessura nera del suo niqab e vive segregata in casa dove a sera è vittima delle violenze del marito, un energumeno esperto in judo che fa da guardia del corpo ad uno sceicco coinvolto in loschi affari internazionali. Derdâ è sola e subisce in silenzio; è costantemente sorvegliata dalle mogli dei soci d'affari del marito, anch'esse rassegnate ad una vita di prigionia domestica. Quando le donne si ritrovano per pregare e celebrare rumorosi rituali religiosi, lei sotto il suo niqab si masturba, pensando che il marito la osservi mentre viene posseduta da molti uomini. E proprio nel sesso sta la chiave del riscatto di Derdâ, la quale viene aiutata a liberarsi dal marito da un giovane inglese che a sua volta la coinvolge in un giro di pornografia sado-maso.
Per un rovesciamento arguto dei comuni stereotipi culturali, una donna avvolta nel nero del suo velo diventa la star del cinema hard-core londinese come dominatrice di uomini. Lei che fino a poco tempo prima veniva picchiata dal marito, si ritrova a soddisfare fantasie perverse picchiando. Ma i guai di Derdâ sembrano non finire mai. Dopo un marito violento e la pornografia è la volta del vortice dell'eroina. La donna che infine la salverà da questo incubo porta un nome inglese, Anne, che in turco ha un significato particolare: vuol dire mamma. È un'infermiera, e nel lontano 1976 aveva curato uno sconosciuto scrittore turco malato di tumore al cervello: Oğuz Atay...
Derda invece, senza accento sulla a, è un ragazzino analfabeta che vive in una baraccopoli di Istanbul. Per sopravvivere pulisce le lapidi del cimitero, elemosinando spiccioli dagli addolorati parenti in visita. Il padre è in carcere, la madre, morta di tumore, l'ha seppellita lui stesso al cimitero. A un certo punto però Derda si ritrova troppo grande per impietosire gli avventori del cimitero e deve cercarsi un nuovo lavoro. Finisce in una stamperia di libri pirata, dove il lavoro è semplice, la paga è buona e pian piano Derda riesce addirittura ad imparare a leggere. Un giorno Derda nota una strana somiglianza fra la scritta stampata sulla copertina di alcuni libri e quella incisa sulla lapide di una tomba proprio accanto a dove è sepolta sua madre. Sono otto lettere che Derda legge sillabando: O ğ u z A t a y. Da quel momento il destino del ragazzo è segnato. Usa i suoi pochi spiccioli per comprarsi e divorarsi il principale romanzo di Atay, I Reietti. La storia di coloro che non ce la fanno, di quelli che non riescono a far funzionare la vita. Derda legge se stesso e capisce che da qualche parte c'è una solitudine grande almeno quanto la sua. E se due solitudini si incontrano... la solitudine sparisce.
Per scoprire del come e del perché Derda e Derdâ sono due rette destinate ad incontrarsi, rimandiamo il lettore alla maestria narrativa di Hakan Günday.
Nella sua prosa si mescolano realismo, spietatezza, incantesimo, ironia, in un connubio che lascia avvertire la presenza di quella forza inafferrabile eppure così significativa che chiamiamo destino. Le sorti improbabili e romanzesche dei due protagonisti, attraverso il mezzo letterario, riscattano le dolorose condizioni di vita, queste sì reali e concrete, di piccole donne come Derdâ e piccoli uomini come Derda. Günday mostra sensibilità, spudoratezza e sagacia narrativa. Scrive un romanzo godibilissimo dal punto di vista della trama e pregno d'umanità allo stesso tempo. Inoltre, ci presenta un ritratto delicatissimo di Oğuz Atay, questa figura invisibile eppur così presente, sia nel romanzo che nella letteratura turca in generale. Uno degli scrittori turchi forse più importanti e più dimenticati.
Tutto A con Zeta ci appare come una bellissima risposta narrativa ad un appello disperato lanciato da Atay nell'ultimo racconto della sua raccolta Aspettando la paura; un appello in cui si mescolano il dolore della solitudine e il senso stesso della scrittura: “Io sono qui, caro lettore, e tu, dove sei?”. “Siamo qui!”, rispondono Derda e Derdâ in coro.

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2)  MedAmbiente Turchia

Il Gruppo della Federazione Internazionale “Mediterraneo & Ambiente” rientra dalla Turkia

Si è da poco concluso il Progetto Internazionale “Vivere il passato, non dimenticare la storia” nella Città di Gaziantep in Turkia”, finanziato dalla Comunità Europea attraverso il Programma Gioventù, a cui hanno aderito con entusiasmo un gruppo di esperti della Romania, dell’Estonia e della stessa Turchia.

La spedizione è stata diretta da MedAmbiente Italy” e supportata dal “ Resp. Programmi MedAmbiente Calabria, con la collaborazione della Volontaria Internazionale, Matilde Do Santos Lima della Sede di Marina di Gioiosa Jonica e da quattro Volontari, Pedà Federica, Ida Leonardo, Giuffrè Daniela e Ierullo Giuseppe (esperti in Architettura della sede di Reggio Calabria), complessivamente hanno partecipato circa cinquanta persone in un ambiente vario e stimolante per la realizzazione del progetto.

La regione ospitante è sita nel sud dell’Anatolia, a pochi chilometri dalla Siria, culla di numerose popolazioni e civiltà fin dall’età preistorica, grazie proprio alla sua posizione strategica di comunicazione fra Asia ed Europa, quindi risultato oggi di un ricco intreccio di culture e stili architettonici. Il filo conduttore di questo scambio è stato appunto la rivalutazione dall’architettura storica dell’area in questione, in modo da poter apprezzare in modo analitico sia l’estetica che la funzionalità dei diversi edifici storici presi in esame.

Il programma della settimana trascorsa nella terra degli ottomani ha compreso diverse attività a partire dalla conoscenza interculturale dei diversi partecipanti, l’incontro con gli amministratori locali, proseguendo con le escursioni nella città di Gaziantep, nel suo maestoso e centralissimo castello, con la visita al Ted college, illuminata scuola privata piena di ragazzi attivi e curiosi nei confronti del progetto che si stava attuando.

Ci si è poi spostati fuori dai confini cittadini per recarsi in zone rurali, non meno ricche di spunti di riflessione, con una gita in barca sul lago Rumkale per visitare un piccolo centro ormai disabitato, affascinante appunto per questa sua peculiarità. Lo scambio si è poi concluso con le valutazioni finali ed, ovviamente, con la programmazione di nuovi scambi proprio con queste nuove realtà associative con cui si è venuti in contatto.

In questi giorni, la Federazione Internazionale Mediterraneo & Ambiente è presente a Istanbul per un nuovo progetto giovanile, dalla sede MedAmbiente.

MEDAMBIENTE TURKIA Scambi giovanili in Istabul

L’Associazione MedAmbiente contattata dall’organizzazione turca “Aegee Istanbul”, ha partecipato ad un’attività di scambio giovanile multilaterale internazionale ad Istanbul coinvolgendo 8 paesi (Turchia, Egitto, Giordania, Spagna, Grecia, Marocco,Germania e Italia), sviluppando come tematica “l’Avvento dell’XENOFOBIA in un mondo globale”.

Prima di partire vi è stata un’intensa fase di lavoro preparatorio all’attività tra le diverse associazioni giovanili partecipanti, con scambio di informazioni e contatti in rete, e divulgazione dell’iniziativa a livello internazionale.

I giorni di lavoro ad Istanbul sono stati intensi ed interessanti sotto il profilo formativo ed interculturale. Inizialmente è stata svolta una fase di presentazione dei partecipanti, tra le quali dinamiche rompighiaccio ed un work-shop per captare le aspettative che potevano nascere durante lo scambio.

Per discutere e confrontare il tema in un contesto internazionale, gli animatori dello scambio hanno suddiviso il lavoro in piccoli gruppetti composti dai giovani provenienti dai diversi paesi. La maggior parte delle attività e discussioni s’interrogavano su domande, quali: Cos’è l’Xenofobia e quali sono le ragioni?... Pensare ad alcune soluzioni che potrebbero ridurre questo fenomeno e come poter intervenire. Inoltre vi è stato l’intervento di alcuni docenti universitari (speakers) con i quali abbiamo potuto aprire delle discussioni e dibattiti ad ampio raggio e cercare con grande difficoltà a dare un significato a questa tematica molto complessa che affligge molte realtà giovanili. Sono stati proiettati alcuni filmati seguiti da ampie discussioni nei quali abbiamo potuto trarre alcuni aspetti e identificato la “persona xenofoba”.

Altro momento molto significativo è stata la serata internazionale, dove ogni delegazione ha potuto spartire in un clima di tolleranza reciproca e fratellanza alcuni prodotti tipici presentando quello che è la cultura locale dei diversi paesi. Il tutto è stato animato con alcuni canti e balli tradizionali delle nostre regioni italiane.

Certamente l’attività internazionale non si è conclusa, ma si sta cercando di far conoscere il progetto realizzato ad altre organizzazioni giovanili che operano in ambito europeo e mediterraneo.

Come rappresentanti di MedAmbiente, per il futuro cercheremo di creare un evento di richiamo che possa stimolare, riflettere e sensibilizzare anche la popolazione locale sulla tematica “Xenofobia”.

Da questa esperienza possiamo dedurre che la differenza di pelle o di cultura non è importante nelle relazioni umane. Nonostante ci possano essere delle differenze religiose tra popoli, pensiamo che alla base di tutto ci debba essere “il rispetto e confronto reciproco”. Potrebbe essere un modo per annullare pregiudizi verso altri popoli, e principalmente dare una nuova identità all’Europa del terzo millennio.
 

 
 

Repubblica di Turchia
Türkiye Cumhuriyeti

La Turchia è in gran parte situata in Asia, ma una piccola zona fa parte dell'Europa (pari al 3% del territorio complessivo del Paese).
Superficie: 779.452 Km² (755.688 Km² parte asiatica, 23.764 Km² parte europea)
Abitanti: 66.494.000 (stime 2001)
Densità: 85 ab/Km²
Forma di governo: Repubblica parlamentare
Capitale: Ankara (1.900.000 ab., 2.845.000 aggl. urbano)
Altre città: Istanbul 2.800.000 ab. (7.910.000 aggl. urbano), Smirne 757.000 ab. (2.050.000 aggl. urbano)
Gruppi etnici: Turchi 90%, Curdi e altri 10%
Paesi confinanti: Bulgaria e Grecia ad OVEST, Georgia e Armenia a NORD, Iran a EST, Iraq e Siria a SUD
Monti principali: Ararat 5165 m
Fiumi principali: Kizilirmak 1182 Km, Eufrate 960 Km (tratto turco, totale 2770 Km)
Laghi principali: Lago Van 3738 Km², Lago Tuz 1700 Km², Lago Beysehir 780 Km², Lago Keban 675 Km², Lago di Egridir 590 Km²
Isole principali: Gökçeada 279 Km²
Clima: Continentale - mediterraneo
Lingua: Turco
Religione: Musulmana 98%
Moneta: Lira turca
 
 

 

Progetto Internazionale 18/25 Novembre a Gaziantep Turkia

“Live The Past, Not To Forget The History; Gazianteps’s Historical Mansions”. Nazioni partecipanti: Estonia, Italia, Romania e Turkia

Il gruppo della Federazione Internazionale Mediterraneo & ambiente “MedAmbiente Italia” e diretto dal “Dirigente MedAmbiente Italy” , partecipano allo Scambio Internazionale i seguenti Volontari: , Matilde Do Santos Lima, Peda A., Ida L. Giuffrè E. e Iarullo P.
 

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