Serbia-Montenegro

Club Medambiente Serbia-Montenegro
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Kosovo: sul traffico d'organi il Consiglio d'Europa vuole la verità

ita

 

12/03/2015

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Anne Brasseur (foto COE)

"Il Consiglio d'Europa non intende rinunciare alla ricerca della verità". Lo ha dichiarato la presidente dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa in visita ufficiale in Serbia, in relazione alle denunce di traffico d'organi umani in Kosovo negli anni '90. Il commento di Andrea Lorenzo Capussela (OBC) a Radio Vaticana (10 marzo 2015)

Vai al sito di Radio Vaticana

 
 
 
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Medambiente SERBIA, INTERNATIONAL
TRAININGInternational training course about intercultural learning in a youth- exchange.

7-13 September, Serbia, for youth leaders from:

Enti partecipanti dall’Albania, Belgium, Bosnia-Herzegovina, Croatia, FRY Macedonia, Italy, Poland, Serbia, Slovakia, Spain

International training course about intercultural learning in a youth- exchange.
7-13 September, Serbia, for youth leaders from:

Enti partecipanti dall’Albania, Belgium, Bosnia-Herzegovina, Croatia, FRY Macedonia, Italy, Poland, Serbia, Slovakia, Spain

 

 

 

 

Agnieszka Górczyska (Poland)

Aleksandar Bogatinov (Macedonia)

Alicja Laskowicz (Poland)

Ana Sekulovska (Macedonia)

Andrea D'Ettorre (Italy)

Anna Antalová (Slovakia)

Asja Zenko (Croatia)

Barbara Herenda (Croatia)

Bojana Kristic (Serbia)

Ellen D'Hondt (Belgium)

Jelena Mijanovic (Serbia)

Jessica Cloet (Belgium)

Kitty Verplancke (Belgium)

Milan Vracar (Serbia)

Nazifi Ermal (Albania)

Neus Salvà Galma (Spain)

Odilon Spitaels (Belgium)

Piotr Stajura (Poland)

Sandra Ruiz Peralta (Spain)

Sanja Manojlovic (Bosnia i Herzegovina)

Taulant Naco (Albania)

Viktor Brankovic (Serbia)

Zander Vliegen (Belgium)

Zuzana Wallnerova (Slovakia)

 
 

 
 
Serbia e Montenegro
Srbija-Crna Gora
Superficie: 102.173 Km²
Abitanti: 10.687.000 (stime 2003)
Densità: 105 ab/Km²

Forma di governo: Repubblica federale
Capitale: Belgrado (1.120.000 ab., 1.571.000 aggl. urbano)
Altre città: Novi Sad 191.000 ab., Nis 174.000 ab., Pristina 166.000 ab., Kragujevac 146.000 ab., Podgorica 138.000 ab.
Gruppi etnici: Serbi 62,5%, Albanesi 16,5%, Montenegrini 5%, Ungheresi 3,5%, Bosniaci 3%, altri 9,5%
Paesi confinanti: Croazia e Bosnia Erzegovina a OVEST, Ungheria a NORD, Romania e Bulgaria ad EST, Macedonia e Albania a SUD

Monti principali: Deravica 2656 m, Crni vrh 2585 m
Fiumi principali: Danubio 588 Km (tratto serbo-montenegrino, totale 2858 Km), Zapadna Morava 308 Km, Juzna Morava 295 Km, Ibar 272 Km
Laghi principali: Lago di Scutari 218 Km² (parte serba-montenegrina, totale 368 Km²)
Isole principali: Ostrvo (nel Danubio) 60 Km²
Clima: Continentale - mediterraneo

Lingua: Serbo (ufficiale), Albanese, Ungherese
Religione: Ortodossa 63%, Musulmana 19%, Cattolica 6%, altro 12%
Moneta: Nuovo Dinaro (in Serbia), Euro (in Kosovo e Montenegro)
 

2) SERBIA - Novi Sad 1-18 Febbraio URBAN LEGEND

MedAmbiente - 7-13 SEPTEMBER, SERBIA, INTERNATIONAL TRAINING

International training course about intercultural learning in a youth- exchange.
7-13 September, Serbia, for youth leaders from:
Enti partecipanti dall’Albania, Belgium, Bosnia-Herzegovina, Croatia, FRY Macedonia, Italy, Poland, Serbia, Slovakia, Spain

Agnieszka Górczyska (Poland)
Aleksandar Bogatinov (Macedonia)
Alicja Laskowicz (Poland)
Ana Sekulovska (Macedonia)
Andrea D'Ettorre (Italy)
Anna Antalová (Slovakia)
Asja Zenko (Croatia)
Barbara Herenda (Croatia)
Bojana Kristic (Serbia)
Ellen D'Hondt (Belgium)
Jelena Mijanovic (Serbia)
Jessica Cloet (Belgium)
Kitty Verplancke (Belgium)
Milan Vracar (Serbia)
Nazifi Ermal (Albania)
Neus Salvà Galma (Spain)
Odilon Spitaels (Belgium)
Piotr Stajura (Poland)
Sandra Ruiz Peralta (Spain)
Sanja Manojlovic (Bosnia i Herzegovina)
Taulant Naco (Albania)
Viktor Brankovic (Serbia)
Zander Vliegen (Belgium)
Zuzana Wallnerova (Slovakia)

Nuovi membri UE, il dibattito in Serbia 15.02.2007

Il recente ingresso di Bulgaria e Romania nell’UE non ha lasciato indifferenti i cittadini serbi. Se i media serbi hanno seguito l’ingresso dei nuovi membri, riportando luci e ombre dei due paesi, dalla vox populi emerge rammarico e rassegnazione Con l’ingresso di Romania e Bulgaria nell’Unione europea il 1° gennaio 2007, in Serbia si sollevano sempre più questioni riguardo l’entrata di questo paese in Europa, anche alla luce del fatto che il presidente della comissione europea Josè Manuel Barroso ha detto che per un po’ di tempo sarà frenato l’allargamento dell’Unione europea, per avere il tempo di attuare le necessarie riforme istituzionali. Anche se giornali, radio e tv ne hanno trasmesso la notizia sottolineando soprattutto quello che i due nuovi membri dell’Unione hanno fatto negli anni precedenti dal punto di vista economico, politico e strategico soddisfacendo così tutte le richieste della UE, i cittadini serbi sono divisi tra il rancore verso il proprio governo e verso l’Unione europea, per il solo fatto che Romania e Bulgaria hanno fatto questo importante passo avanti superando così la Serbia che, secondo molti cittadini serbi, è sempre stata superiore sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista dello sviluppo generale del paese. Le perplessità dei cittadini serbi, soprattutto i giovani, i ragionamenti e a volte anche l’indigniazione si possono leggere sui vari forum come quello di B92 dove molti si chiedono quali sono gli interessi della UE ad avere al suo interno "due paesi così poveri e con la piaga diffusa della criminalità organizzata". Quello che interessa di più i cittadini dalla Serbia riguarda soprattutto la questione dei visti che adesso saranno richiesti anche per entrare in Romania e Bulgaria, allargando così il già ampio cerchio di paesi dove i serbi possono entrare solo chiedendo un visto. Intanto i media cercano di capire i retroscena dell’entrata di questi due paesi in Europa, che possono essere utili alla Serbia nel suo sforzo di fare parte di questa comunità. Intervistati dal quotidiano belgradese "Novosti" gli ambasciatori di Romania e Bulgaria in Serbia, Jon Makovej e Georgi Dimitrov hanno espresso il loro parere su alcuni fatti cruciali per la Serbia: “Tutti sanno” - dice Jon Makovej - “dove erano Serbia e Romania all’inizio degli anni novanta. Poi con la ex Jugoslavia è successo quello che è successo. Noi in quegli anni abbiamo lavorato di più per le integrazioni europee e questa è la differenza. La Serbia adesso ha 3 vicini che sono nell’UE, noi, bulgari e gli ungheresi e quindi un aproccio diretto al mercato europeo è la cosa più importante. La Romania è sempre pronta ad aiutare la Serbia.” Continua il diplomatico circa la questione del Kosovo: “La Romania è molto attenta nel seguire tutto quello che succede in Kosovo perché questa regione è di tutti noi. Il nostro presidente almeno 3 volte al mese sottolinea quanto sia importante il diritto internazionale in questa questione ma anche quanto siano intangibili le frontiere, quanto è importante assumere una decisione accettabile sia per Belgrado che per Pristina.” Anche sul tema dei visti l’ambasciatore rumeno non ha dubbi: “I serbi viaggeranno in Romania con visti multipli gratis della durata di un anno.” Dello stesso parere circa il percorso della Serbia verso l’UE è l’Ambasciatore della Bulgaria Georgi Dimitrov: “Non voglio fare commenti sulle integrazioni europee della Serbia ma il nostro esempio potrebbe essere importante per voi. Ciò significa che l’UE ha le porte aperte verso i paesi del sud est europeo. La Serbia sta facendo grossi passi avanti ma con che ritmo si muoverà dipende solo da lei. Io spero che questa strada sarà molto breve perché questo è nell’interesse della Bulgaria. Noi siamo un buon partner, un buon vicino di casa ed un amico per la Serbia. Per noi è importante avere dei vicini che siano stabili economicamente e politicamente, che rispettino le differenze di religione, che vivano in pace etnica e culturale. Spero che la questione del Kosovo sarà risolta nel modo migliore per tutte le parti in causa”. Anche sui visti i due diplomatici concordano: “Il regime dei visti – assicura Georgi Dimitrov - è il risultato dei nostri obblighi verso l’UE. I visti per i cittadini serbi sono gratuiti e la procedura è semplice. Fino adesso abbiamo già emesso 4000 visti presso il consolato di Belgrado e a nessuno è stato negato il visto. Abbiamo aperto un consolato nella città di Nis e speriamo che tutto andrà per il meglio. Speriamo che presto nessuno avrà più bisogno dei visti”. Emittenti importanti come B92 hanno dato spazio all’entrata di Romania e Bulgaria in Europa dando voce alla gioia dei cittadini ma anche alla preoccupazione di molti, soprattutto contadini e pastori romeni, circa il 40% della popolazione, i quali temono la costruzione delle autostrade, oggi praticamente inesistenti, sulle loro terre. Con 22 millioni di abitanti la Romania sarà il settimo paese più popoloso d’Europa forte di una crescita economica di quasi l’8% annuo, con solo il 5% dei cittadini disoccupati e dove l’inflazione è scesa dal 50% al 5% negli ultimi 6 anni. Tuttavia molti giovani non nascondono la loro felicità sperando di andare al più presto via dal paese – sottolinea B92. Anche le trasmissioni in lingua serba della BBC si occupano dei nuovi membri dell’Unione europea citando le parole di Klaus Jansen (uno dei criminologi più famosi in Germania che ha avuto il compito di osservare i miglioramenti della Bulgaria per quanto riguarda gli aspetti della criminalità organizzata), il quale conferma che fino adesso è stato fatto poco anche se la “cornice legale” c’è ma questo non basta peché negli ultimi 10 anni sono stati eseguiti 170 “omicidi su commissione” e nessuno è stato condannato. Il criminologo tedesco ricorda che la corruzione è dappertutto e quindi il risultato delle indagini di polizia in Bulgaria dipendono da chi si conosce e in quale relazione si è con questa persona. Jansen inoltre sostiene che dovranno passare ancora tanti anni prima di istituire un buon servizio di polizia in Bulgaria. BIRN - Balkan Investigative Reporting Network racconta come si sentono serbi, macedoni e montenegrini a proposito dell’entrata di questi due paesi nell’Unione europea: frustrati soprattutto per la questione dei visti. Si prevede che i viaggi in questi paesi saranno in calo perché la gente è stanca delle immense code per i visti che adesso saranno richiesti anche per Bulgaria e Romania. In Serbia, come dice Jelena Bacovic dell’Ufficio serbo per l’annessione all’UE presso il ministero degli Affari Esteri, si aspetta che questi due membri possano abituare la Serbia alle norme europee. Dall’altro lato i paesi confinanti con Bulgaria e Romania possono aspettarsi un incremento dell’economia, molti più fondi europei ed anche la presenza a Bruxelles di paesi che conoscono i loro vicini e hanno molta più comprensione dei loro problemi. Molti vedono l’allargamento dell’UE come un incremento della stabilità della regione. E’ utile però ricordare che 60.000 macedoni hanno preso la cittadinanza bulgara e che adesso si preparano per andare all’estero in cerca di una vita migliore. Anche Jelica Minic del Movimento europeo in Serbia ha detto che la Bulgaria sarebbe un partner importante e potrebbe essere un buon esempio su come raggiungere gli obiettivi europei. “Io vedo solo segnali positivi riguardo l’entrata della Bulgaria in Europa perché adesso siamo circondati dai membri europei che desiderano solo la pace nella nostra regione”. Per quanto riguarda invece la “voce del popolo” si leggono opinioni contrastanti. Sul forum della RTS (Radio televisione Serbia) tra i vari si possono leggere i seguenti commenti: “Oggi la Romania è entrata nell’UE, quella stessa Romania che aveva Ceauşescu, che non aveva la corrente e neanche il cibo, la stessa Romania dove noi andavamo a vendere i jeans, dolci e facevamo mille battute sul loro conto. La Romania dove molti cittadini lavorano ancora oggi nelle tenute dei contadini serbi per poter sopravvivere. Come è potuto succedere?!” “Questi due stati hanno comprato la loro entrata nell’Unione europea basandosi sulla disgrazia della Serbia e non con il loro grande sviluppo che non poteva accontentare l’Ue. Si sono comprati il biglietto dell’entrata in UE concedendo il loro territorio alla Nato nel 1999 per effetuare i bombardamenti. Non sono sicuramente sviluppati economicamente e la Serbia è ancora oggi 10 anni avanti a loro nonostante tutte le sanzioni ecnomiche e le guerre!. Chiunque sia stato una volta in Bulgaria sa cosa ci si deve aspettare alla loro frontiera, dove chiedono 50 euro per far passare subito i pullman con i turisti invece che aspettare 5 ore. Ma comunque tanti auguri e che Dio salvi il resto dell’UE da loro!”

 
 

 
MEDAMBIENTE IN SERBIA PER L’INTERNATIONAL TRAINING IN SERBIA

La Federazione Internazionale Mediterraneo & Ambiente, con la partecipazione al IV International training Course of Intercultural learning a Novi Sad, Serbia, continua a confrontarsi con altre realtà Europee. La rappresentanza di MedAmbiente-Italy è stata coordinata dalla “Responsabile dei Programmi europei della Federazione Internazionale Mediterraneo & Ambiente”. 11 le delegazioni internazionali provenienti da 11 paesi (Belgium, Bosnia-Herzegovina, Croatia, FRY Macedonia, Italy, Poland, Serbia, Slovakia, Spain) della Comunità Europea che hanno preso parte al corso di formazione promosso da Salto-Youth e Agenzia Nazionale Europea con sede a Bruxelles per confrontarsi sui temi dell’apprendimento interculturale all’interno dei differenti contesti nazionali utilizzando come mezzo di formazione/informazione gli scambi giovanili in contesti internazionali.

Il corso per Youth leaders è alla quarta edizione e ha previsto lo sviluppo di una rete internazionale per nuove collaborazioni in ambito multiculturale, attraverso il programma GIOVENTÙ che offre ai giovani occasioni di mobilità e di partecipazione attiva alla costruzione dell'Europa del terzo millennio. Nella conferenza stampa, Giuseppe Nunziato Belcastro “Presidente della Federazione Internazionale Mediterraneo & Ambiente”, comunica che il Programma Europeo mira a contribuire alla realizzazione di un'"Europa della conoscenza" e a creare uno spazio europeo per la cooperazione nello sviluppo di politiche a favore dei giovani attraverso attività educative non formali. Il programma incoraggia il concetto di apprendimento lungo tutto l'arco della vita e lo sviluppo di abilità e competenze volte a promuovere la cittadinanza attiva. Francesco Mollace “Formatore della Comunità Europea e Leader nel settore” dichiara che Il programma intende ottenere e mantenere un equilibrio tra evoluzione personale e attività collettiva in tutti i settori della società e persegue inoltre i seguenti obiettivi:

•favorire l'integrazione dei giovani nella società e incoraggiarne lo spirito di
iniziativa;
•aiutare i giovani ad acquisire conoscenze, capacità e competenze e a
riconoscere il valore di tali esperienze;
•consentire ai giovani di esprimere liberamente il proprio senso di solidarietà
in Europa e nel mondo e sostenere la lotta al razzismo e alla xenofobia;
•promuovere una migliore comprensione della diversità del nostro comune
patrimonio culturale europeo e dei nostri comuni valori;
•contribuire all'eliminazione di ogni forma di discriminazione e alla
promozione dell'uguaglianza a tutti i livelli della società;
•introdurre nei progetti una dimensione europea con ricadute positive sulle
attività giovanili a livello locale.

Una delle priorità chiave, per la Federazione Internazionale Mediterraneo & Ambiente, attraverso la Commissione Europea è permettere ai giovani con minori opportunità (giovani disabili o provenienti da un ambiente svantaggiato dal punti di vista culturale, geografico o socioeconomico) di accedere alle iniziative di mobilità e educazione non formale sviluppate nell'ambito del programma GIOVENTÙ. In stretta collaborazione con le Agenzie Nazionali per il programma GIOVENTÙ. Gli Scambi e gli Incontri di Giovani offrono un'opportunità d'incontro a gruppi di giovani (dai 15 ai 25 anni) provenienti da diversi paesi. Essi hanno una valenza pedagogica e sono finalizzati all'apprendimento in un contesto non formale, in quanto i gruppi hanno la possibilità di approfondire temi comuni e di conoscere le rispettive culture.

 

MEDAMBIENTE - OPPORTUNITÁ - ECPD Youth Forum 24/25 OTTOBRE

L'European Center for Peace and Development (ECPD)/University for Peace, organizzazione con finalità educative e di ricerca afferente al sistema accademico delle Nazioni Unite, organizza, in cooperazione con la Long Island University (USA), la VAMK University (Finlandia), l'International Center for Local and Regional Development (ICLRD) e il Danubian Center for Cross-Border Cooperation (DCCB) il terzo Forum giovanile annuale che si terrà a Belgrado (SRB) il 25 e 26 ottobre 2015.