Libano

Club Medambiente Libano

 
Un ponte con il Libano

Mediterraneo (Med-Net)
Inviato il Tuesday, 12 April alle 18:47:17
Via ai processi di partnership tra Calabria e paesi mediterranei.
Primi approcci della Calabria nei processi di partnership euromediterranei come auspicio di un orizzonte positivo per il rilancio della regione. Questo sostanzialmente il filo rosso del seminario internazionale realizzatesi in Libano per la promozione di nuove forme di cooperazione decentrata nel Mediterraneo e al quale hanno preso parte rappresentanti di organizzazioni culturali calabresi ottenendo un successo "oltre ogni aspettativa".

L'iniziativa, sostenuta dalla Commissione Europea nell'ambito del programma Euromed, è stata diretta, su incarico degli organizzatori libanesi, dal locrese Francesco Mollace, da molti anni impegnato come trainer internazionale nella gestione di innovative iniziative euromediterranee in campo interculturale. Una notevole mobilitazione e partecipazione locale da parte di istituzioni pubbliche e private ha caratterizzato i lavori del seminario itinerante, al quale hanno preso parte rappresentanti di enti provenienti da diversi paesi europei e del Mediterraneo, tra cui enti pubblici belgi, francesi, e tunisini, e associazioni spagnole, algerine e italiane.
L'attività, che ha avuto lo scopo di favorire la nascita di nuove partnership e nuovi progetti in campo socioculturale, si è sviluppata in iniziative pubbliche tenute a Sidone e nelle regioni più a sud del Libano, come Nabatieh proprio ai confini con Israele. Una partecipazione incredibile che ha prodotto, oltre ad un importante interscambio di esperienze, soprattutto la nascita di nuove collaborazioni su specifici progetti pilota. Tra gli enti presenti e portatori di iniziative concrete, le associazioni calabresi Civitas Solis,di cui Mollace è il padre ispiratore, e la Federazione Mediterraneo & Ambiente, guidata dal Presidente Giuseppe Belcastro, da anni impegnate in attività internazionali nell'area del Mediterraneo.
Non a caso Francesco Mollace è stato l'ospite d'onore dei numerosi incontri avuti con i maggiori responsabili politici e della società civile del sud del Libano. Tra di essi il governatore della regione Mahmoud Al Mawla, il sindaco di Sidone Abed Al Birzi, il presidente dell'associazione dei sindaci Samih Hallal, e oltre trenta sindaci della zona sud del Libano, unitamente ai rappresentanti delle principali organizzazioni non governative e dell'associazionismo sociale.
A Francesco Mollace, già consulente di moltissime organizzazioni mediterranee situate in oltre tredici diversi paesi, tra cui le associazioni libanesi Kameh e Center for development and training, gli enti pubblici hanno proposto una fattiva collaborazione per la promozione di iniziative in campo sociale da realizzare nell'ambito del programma Meda, affidandogli tra l'altro l'incarico di predisporre un progetto pilota per un centro di orientamento professionale e culturale per i giovani da realizzare ai confini con Israele. Contrariamente alla capitale Beirut, che sta rinascendo con un volto moderno, sfarzoso e totalmente occidentale, dove spiccano grandi hotel e negozi di lusso e dove l'Italia svolge il ruolo di principale partner commerciale, le regioni del Sud del Libano vivono una grave crisi economica a seguito della guerra e dell'occupazione israeliana. Moltissime le similitudini culturali e sociali riscontrate dai partecipanti calabresi tra il sud del Libano e la nostra regione.
"Sembra quasi - afferma Mollace - di vedere le stesse facce, gli stessi comportamenti e l'eguale contesto urbano e naturalistico che si registra in Calabria". Al suo arrivo in Libano, il team leader Mollace è stato ricevuto per un lungo colloquio all'Ambasciata italiana dal direttore dell'Istituto Italiano di cultura Nicola Firmani. Nel corso dell'incontro sono state verificate diverse possibilità di cooperazione con l'Istituto da parte degli enti calabresi in particolare nel settore degli scambi giovanili e dei progetti di servizio volontario internazionale.

Appello per l’immediato cessate il fuoco in Libano
Libano

Un appello per l’immediato cessate il fuoco in Libano è stato lanciato da una serie di organizzazioni sociali calabresi con capofila l’associazione Civitas Solis di Locri presieduta dall'Avv. Giuseppina Gelsomino e la Federazione Mediterraneo & Ambiente, guidata dal Presidente Giuseppe Nunziato Belcastro. Insieme a loro il Forum territoriale del Terzo Settore della Locride e numerose associazioni site in varie paesi europei ed extraeuropei che stanno aderendo all’appello appena lanciato che verrà inviato alle massime autorità internazionali e al governo italiano. Nell’appello viene sottolineato che l’aggressione al Libano è contraria a tutte le convenzioni umanitarie internazionali e viola pesantemente il diritto internazionale colpendo innocenti che nulla hanno a che fare con le azioni di terrorismo degli hezbollah.

 

 

............. Foto1 Portavoce del Forum delle organizzazioni sociali

L’indignazione per la vicenda viene espressa da Francesco Mollace, portavoce del Forum delle organizzazioni sociali della Locride e trainer internazionale che ha diretto diversi progetti comunitari nel sud del Libano e conosce la realtà culturale di questo paese. Mollace sottolinea come il Libano è una realtà multiculturale avanzata, dove convivono persone di diversa appartenenza religiosa dai cristiani maroniti ai mussulmani e ai drusi. Un paese caratterizzato da un elevatissimo livello culturale frutto di una delle più importanti civilizzazioni della storia mondiale, la civiltà fenicia, che è un faro nel medio oriente per la democrazia e la libertà dei suoi mass media. Un paese che lo scorso anno, dopo l’attentato che ha ucciso il premier Hariri, ha visto scendere in piazza milioni di ragazze e ragazzi per dire no alla violenza e all’influenza siriana, e che ora si vede bombardare in maniera terroristica da Israele come ritorsione per il sequestro di alcuni militari israelieani da parte degli Hezbollah legati alla Siria.

«E’ come se un gruppo di mafiosi calabresi rapissero due persone nel nord dell’Italia e noi abitanti della Locride ci vedessimo bombardati e massacrati per ritorsione, solo perchè nella nostra regione esiste la mafia. Come reagiremmo se le nostre città, le nostre strade, i nostri figli venissero uccisi in questo modo senza avere alcuna responsabilità? Il Libano è una vittima innocente dello scontro tra altri attori in medioriente che trova una sbagliata copertura da parte dell’attuale governo degli Stati Uniti. E’ chiaro che bisogna arrivare anche al disarmo del partito degli Hezbollah ma questo veniva già richiesto anche dalla maggior parte dei libanesi».

Per questo le associazioni promotori della campagna di sensibilizzazione chiedono che la comunità internazionale intervenga per fermare la barbarie in corso che colpisce tanti innocenti e che ha già registrato oltre cinquecento vittime civili e molti bambini massacrati.

«Siamo molto preoccupati per i tanti amici che abbiamo nel sud del Libano, una realtà piena di associazioni sociali presiedute da donne di un grandissimo livello culturale - dicono nelle sedi di Civitas Solis e della Federazione Mediterraneo & Ambiente- e chiediamo che si fermi subito questa grandissima tragedia in corso.»

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MEDAMBIENTE LIBANO Scambi giovanili

Un ponte con il Libano

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Via ai processi di partnership tra Calabria e paesi mediterranei. Primi approcci della Calabria nei processi di partnership euromediterranei come auspicio di un orizzonte positivo per il rilancio della regione. Questo sostanzialmente il filo rosso del seminario internazionale realizzatesi in Libano per la promozione di nuove forme di cooperazione decentrata nel Mediterraneo e al quale hanno preso parte rappresentanti di organizzazioni culturali calabresi ottenendo un successo "oltre ogni aspettativa".

L'iniziativa, sostenuta dalla Commissione Europea nell'ambito del programma Euromed, è stata diretta, su incarico degli organizzatori libanesi, dal locrese Francesco Mollace, da molti anni impegnato come trainer internazionale nella gestione di innovative iniziative euromediterranee in campo interculturale. Una notevole mobilitazione e partecipazione locale da parte di istituzioni pubbliche e private ha caratterizzato i lavori del seminario itinerante, al quale hanno preso parte rappresentanti di enti provenienti da diversi paesi europei e del Mediterraneo, tra cui enti pubblici belgi, francesi, e tunisini, e associazioni spagnole, algerine e italiane.

L'attività, che ha avuto lo scopo di favorire la nascita di nuove partnership e nuovi progetti in campo socioculturale, si è sviluppata in iniziative pubbliche tenute a Sidone e nelle regioni più a sud del Libano, come Nabatieh proprio ai confini con Israele. Una partecipazione incredibile che ha prodotto, oltre ad un importante interscambio di esperienze, soprattutto la nascita di nuove collaborazioni su specifici progetti pilota. Tra gli enti presenti e portatori di iniziative concrete, le associazioni calabresi Civitas Solis,di cui Mollace è il padre ispiratore, e la Federazione Mediterraneo & Ambiente, guidata dal Presidente Giuseppe Belcastro, da anni impegnate in attività internazionali nell'area del Mediterraneo.

Non a caso Francesco Mollace è stato l'ospite d'onore dei numerosi incontri avuti con i maggiori responsabili politici e della società civile del sud del Libano. Tra di essi il governatore della regione Mahmoud Al Mawla, il sindaco di Sidone Abed Al Birzi, il presidente dell'associazione dei sindaci Samih Hallal, e oltre trenta sindaci della zona sud del Libano, unitamente ai rappresentanti delle principali organizzazioni non governative e dell'associazionismo sociale.

A Francesco Mollace, già consulente di moltissime organizzazioni mediterranee situate in oltre tredici diversi paesi, tra cui le associazioni libanesi Kameh e Center for development and training, gli enti pubblici hanno proposto una fattiva collaborazione per la promozione di iniziative in campo sociale da realizzare nell'ambito del programma Meda, affidandogli tra l'altro l'incarico di predisporre un progetto pilota per un centro di orientamento professionale e culturale per i giovani da realizzare ai confini con Israele. Contrariamente alla capitale Beirut, che sta rinascendo con un volto moderno, sfarzoso e totalmente occidentale, dove spiccano grandi hotel e negozi di lusso e dove l'Italia svolge il ruolo di principale partner commerciale, le regioni del Sud del Libano vivono una grave crisi economica a seguito della guerra e dell'occupazione israeliana. Moltissime le similitudini culturali e sociali riscontrate dai partecipanti calabresi tra il sud del Libano e la nostra regione.

"Sembra quasi - afferma Mollace - di vedere le stesse facce, gli stessi comportamenti e l'eguale contesto urbano e naturalistico che si registra in Calabria". Al suo arrivo in Libano, il team leader Mollace è stato ricevuto per un lungo colloquio all'Ambasciata italiana dal direttore dell'Istituto Italiano di cultura Nicola Firmani. Nel corso dell'incontro sono state verificate diverse possibilità di cooperazione con l'Istituto da parte degli enti calabresi in particolare nel settore degli scambi giovanili e dei progetti di servizio volontario internazionale.

 

 

Repubblica del Libano
Al-Jumhuriya al-Lubnaniya

Superficie: 10.452 Km²
Abitanti: 3.628.000 (stime 2001)
Densità: 347 ab/Km²

Forma di governo: Repubblica parlamentare
Capitale: Beirut (900.000 ab., 1.825.000 aggl. urbano)
Altre città: Tripoli 200.000 ab.
Gruppi etnici: Arabi 95%, Armeni 4%
Paesi confinanti: Siria ad EST e NORD, Israele a SUD

Monti principali: Qurnat as Sawda 3083 m
Fiumi principali: El Litani 150 Km
Laghi principali: Lac de Qaraoun
Isole principali: -
Clima: Mediterraneo - temperato

Lingua: Arabo, Francese (entrambe ufficiali), Inglese
Religione: Musulmana (Sciita, Sunnita e Drusa) 75%, Cristiana 25%
Moneta: Sterlina libanese
 
 

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MedAmbiente - Medio Oriente: sgomento per strage di civili
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“Una strage terribile che la comunità internazionale deve condannare con forza".

Lo dice la Direzione della Federazione Internazionale Mediterraneo & Ambiente “MedAmbiente Italy”, che esprime "Sgomento per l'assassinio di civili indifesi nella Striscia di Gaza" e sollecita "una iniziativa diplomatica da parte italiana ed europea per fermare queste inaccettabili aggressioni nei confronti della popolazione palestinese.

Uno dei capisaldi del consenso raggiunto tra le forze politiche che hanno approvato l'invio dei militari italiani in Libano - ricorda infine la Direzione di MedAmbiente – è stato anche l'impegno a costruire la pace nella tormentata regione mediorientale: perciò è importante che la diplomazia non si tiri indietro".

 

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