Israele

Club MedAmbiente Israele

 
MEDAMBIENTE ISRAELE

Con il termine Shalom sono stati accolti in Israele per partecipare ad un seminario di contatto nell’ambito del programma Euro-Med della Comunità Europea i rappresentanti di MedAmbiente .

Le attività seminariali in Israele sono state promosse e portate avanti dall’Associazione “MATAN arts and culture project for youth”.

Le attività che annualmente vengono organizzate dell’associazione stessa sono quelle di promuovere attraverso le arti (musica, danza, teatro, arti interdisciplinari), il dialogo e la tolleranza tra il mondo ebraico ed il mondo arabo.

Il seminario internazionale, nonostante il forte clima di paura e di terrore, è stato svolto presso l’Hotel Shoresh situato sulle colline di Gerusalemme sulla via che da Tel Aviv porta alla cosiddetta “Terra Santa”.

All’attività internazionale hanno preso parte alcuni giovani provenienti da associazioni giovanili della Germania, Austria, Spagna, Israele, Turchia, ed Italia.

Le attività svolte miravano principalmente all’uso dell’arte come momento di confronto e d’integrazione tra le realtà giovanili che vivono in paesi diversi. Infatti sono stati svolti dei workshop durante i quali venivano utilizzate delle maschere come metodologia di lavoro, oppure le danze come momento di unione e di tolleranza. Non di meno importante sono state le varie fasi di simulazioni progettuali (3 workshop) dove ogni partecipante ha potuto riportare con sé un progetto di scambio giovanile internazionale concreto che potrà essere realizzato in futuro.

Non sono mancate i momenti di confronto con altre organizzazioni giovanili locali che operano nei dintorni di Tel Aviv e Jaffa (quartiere arabo), dove viene principalmente utilizzata l’arte come momento di unione (nonostante i tanti pregiudizi) tra le due culture che con grande difficoltà si riesce a far convivere.

Inoltre le rappresentanze giovanili hanno avuto la possibilità di partecipare ad un dibattito tenutosi presso la nuova sede del ministero degli affari esteri avente sede nella parte nuova di Gerusalemme affrontando una tematica molto delicata la quale oggi il mondo intero ne discute: il futuro tra Israele e Palestina.

Nonostante il forte clima di possibili attentati, abbiamo avuto la possibilità di convivere ed interrogare per un giorno il mondo palestinese che vive a Betlemme. Attraversati il check-point tra Israele e Palestina ci siamo incamminati verso Betlemme. Gia a differenza di centinaia di metri abbiamo potuto notare la forte differenza culturale e sociale che divide queste due terre nonostante la vicinanza. Ci siamo immessi per le vie del paese fino ad arrivare alla rinomata “Basilica della Natività”. Dobbiamo dedurre che siamo stati accolti con un forte senso di ospitalità, la quale in un certo senso ci ha fatto per un momento pensare di trovarci “a casa”.

Abbiamo colto l’occasione di visitare anche “Gerusalemme”, luogo di culto e religiosità. Camminando tra i vicoli stretti, abbiamo potuto rivivere i luoghi che sin da piccoli eravamo abituati a vedere nei film o a leggere nei libri sacri (Il Santo Sepolcro, monte degli ulivi, chiesa di S.Marco dove si è consumata l’ultima cena e dove Cristo ha fatto la sua prima apparizione dopo la resurrezione, muro del pianto).

Quest’esperienza ci ha fatto toccare con mano le tanto problematiche sociali, culturali e religiose che esistono tra il popolo israelita e il mondo arabo. Inoltre l’attività di questo genere è servita per accorciare le distanze tra l’Europa e il medio oriente utilizzando come strumento intermediario le nuove generazioni che sono alla ricerca di pace nel mondo.
 

 
Attività seminariali in Israele

Con il termine Shalom sono stati accolti in Israele per partecipare ad un seminario di contatto nell’ambito del programma Euro-Med della Comunità Europea i rappresentanti di MedAmbiente .
Le attività seminariali in Israele sono state promosse e portate avanti dall’Associazione “MATAN arts and culture project for youth”.
Le attività che annualmente vengono organizzate dell’associazione stessa sono quelle di promuovere attraverso le arti (musica, danza, teatro, arti interdisciplinari), il dialogo e la tolleranza tra il mondo ebraico ed il mondo arabo.
Il seminario internazionale, nonostante il forte clima di paura e di terrore, è stato svolto presso l’Hotel Shoresh situato sulle colline di Gerusalemme sulla via che da Tel Aviv porta alla cosiddetta “Terra Santa”.
All’attività internazionale hanno preso parte alcuni giovani provenienti da associazioni giovanili della Germania, Austria, Spagna, Israele, Turchia, ed Italia.
Le attività svolte miravano principalmente all’uso dell’arte come momento di confronto e d’integrazione tra le realtà giovanili che vivono in paesi diversi. Infatti sono stati svolti dei workshop durante i quali venivano utilizzate delle maschere come metodologia di lavoro, oppure le danze come momento di unione e di tolleranza. Non di meno importante sono state le varie fasi di simulazioni progettuali (3 workshop) dove ogni partecipante ha potuto riportare con sé un progetto di scambio giovanile internazionale concreto che potrà essere realizzato in futuro.
Non sono mancate i momenti di confronto con altre organizzazioni giovanili locali che operano nei dintorni di Tel Aviv e Jaffa (quartiere arabo), dove viene principalmente utilizzata l’arte come momento di unione (nonostante i tanti pregiudizi) tra le due culture che con grande difficoltà si riesce a far convivere.
Inoltre le rappresentanze giovanili hanno avuto la possibilità di partecipare ad un dibattito tenutosi presso la nuova sede del ministero degli affari esteri avente sede nella parte nuova di Gerusalemme affrontando una tematica molto delicata la quale oggi il mondo intero ne discute: il futuro tra Israele e Palestina.
Nonostante il forte clima di possibili attentati, abbiamo avuto la possibilità di convivere ed interrogare per un giorno il mondo palestinese che vive a Betlemme. Attraversati il check-point tra Israele e Palestina ci siamo incamminati verso Betlemme. Gia a differenza di centinaia di metri abbiamo potuto notare la forte differenza culturale e sociale che divide queste due terre nonostante la vicinanza. Ci siamo immessi per le vie del paese fino ad arrivare alla rinomata “Basilica della Natività”. Dobbiamo dedurre che siamo stati accolti con un forte senso di ospitalità, la quale in un certo senso ci ha fatto per un momento pensare di trovarci “a casa”.
Abbiamo colto l’occasione di visitare anche “Gerusalemme”, luogo di culto e religiosità. Camminando tra i vicoli stretti, abbiamo potuto rivivere i luoghi che sin da piccoli eravamo abituati a vedere nei film o a leggere nei libri sacri (Il Santo Sepolcro, monte degli ulivi, chiesa di S.Marco dove si è consumata l’ultima cena e dove Cristo ha fatto la sua prima apparizione dopo la resurrezione, muro del pianto).
Quest’esperienza ci ha fatto toccare con mano le tanto problematiche sociali, culturali e religiose che esistono tra il popolo israelita e il mondo arabo. Inoltre l’attività di questo genere è servita per accorciare le distanze tra l’Europa e il medio oriente utilizzando come strumento intermediario le nuove generazioni che sono alla ricerca di pace nel mondo.

 
 

 

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